Da "IL Giornale di Vicenza di venerdì 10 giugno 2005 cultura pag. 33

La tinaia prima del restauro
La tinaia dopo il restauro

La tinaia di Villa Fabris a Thiene prima e dopo il restauro. L'intervento vede in primo piano l'Associazione Artigiani.

RECUPERI. Una convenzione fra Comune di Thiene e Associazione Artigiani - Le tradizioni del costruire

Villa Fabris restaurata diverrà un istituto di ricerca

di Silvia Pillan

Un restauro che celebra il restauro. Villa Fabris di Thiene, oggetto dal 2002 di un importante intervento di recupero e adeguamento funzionale, avrà una ridestinazione d’uso di rilievo di spessore internazionale. Gli ambienti settecenteschi della villa, infatti, ospiteranno la "Scuola internazionale dell’artigianato dell’edilizia storica e conservazione dei materiali della tradizione costruttiva": il monumento del passato, attraverso il recupero dell’integrità formale, costruttiva e del contesto ambientale, diventa una risorsa da destinare alle attività del futuro.
Il nucleo originario della villa risale al XVI- XVII secolo, ma subì molte integrazioni e rimaneggiamenti. Negli ultimi decenni del Settecento, Alessio Braghetta, sposato con Giulia Chilesotti, commissionò l’ampliamento del complesso per poi cederlo, nel 1799, ad alcuni membri della famiglia della moglie: il Braghetta, infatti, si trasferì a Vicenza, mentre i Chilesotti, proprietari terrieri, erano interessati a stabilirsi in quella zona. All’epoca la villa comprendeva una corpo padronale, il casino grande di abitazione, le due ali laterali lungo l’antica strada del Bosco (chiamata via Trieste nel 1921) e due barchesse, quella ad est adibita a scuderia e l’altra a legnaia; alle spalle della villa si apriva un parco coltivato a frutteto, mentre il terreno a est era adibito a brolo con vigneti e gelsi. Dopo l’acquisto i Chilesotti modificarono parte della struttura arricchendone i prospetti, realizzando un giardino all’italiana, costruendo una barchessa sul lato ovest e realizzando, nei primi decenni dell’800, l’esedra di fronte alla facciata. Nel corso del secolo e fino agli inizi del secolo successivo la struttura subì ulteriori modifiche: ai primi del 900 la villa divenne proprietà della famiglia Fabris, che fece prolungare la barchessa ovest con un portico e costruì la serra Liberty a ridosso della barchessa est. Le trasformazioni operate erano legate ad esigenze abitative ma anche produttive: i Fabris erano noti distillatori di brandy e, pertanto, la barchessa est fu raddoppiata di volume e adibita a tinaia. Seguì, nel 1945, l’edificazione della chiesetta in stile alpino nel parco, ultimo intervento dei Fabris sulla proprietà che, nel 1984 passò al comune di Thiene.
Di autore ancora sconosciuto (anche se il Cevese l’attribusce cautamente all’architetto feltrino Antonio De Boni), Villa Fabris presenta la tradizionale struttura della villa veneta con il corpo padronale caratterizzato dal salone passante, che prende luce dalle due facciate, e con le stanze dislocate simmetricamente ai lati. La facciata principale, ispirata al classicismo neopalladiano, si articola in un pianterreno a bugnato rustico e un piano nobile a bugnato gentile; in corrispondenza del salone centrale quattro semicolonne corinzie aggettanti sorreggono un frontone sormontato da tre statue. Tra gli intercolumni si aprono tre finestre rettangolari, mentre altre quattro identiche si distribuiscono ai lati del piano nobile. In questo equilibrio di linee ortogonali si inserisce con eleganza il portale d’ingresso, unico elemento curvilineo della facciata, affiancato da due oculi circolari. La facciata posteriore, affacciata sul giardino, ripete la medesima struttura del prospetto su strada, ma in tono minore, nonostante l’elegante ballatoio sagomato con ringhiera in ferro battuto. E se la villa doveva dominare e celebrare la campagna sulla quale basava le sue ricchezze, l’esedra in pietra con decorazioni scultoree e fontanelle serviva da inquadramento prospettico del fronte principale e da ingresso monumentale alle vaste proprietà terriere.
Il Comune ha intrapreso un programma generale di recupero del complesso, stipulando con l’Associazione Artigiani della Provincia di Vicenza, nel 2000, una convenzione che concede in uso gratuito a quest’ultima, per 25 anni, l’utilizzo del complesso monumentale di Villa Fabris. L’Associazione di categoria si impegnò a ottenere i permessi necessari all’utilizzo dell’immobile e a garantire tutti i necessari interventi conservativi e di adeguamento funzionale dell’edificio. Il progetto prevede un organico programma di recupero dell’intero complesso: restauro e adeguamento impiantistico-funzionale delle ali est e ovest, della barchessa di Via Gorizia, dell’ex tinaia e delle facciate, la sistemazione del parco e delle mura di recinzione, il restauro dell’esedra e della cappella gentilizia, oltre al restauro conservativo delle facciate esterne e dei pregevoli apparati decorativi ad affresco e a tempera del corpo padronale.
Il primo stralcio dei lavori ha interessato i tre piani dell’ex tinaia e si è concluso all’inizio del dicembre 2004. Verranno creati, inoltre, laboratori, magazzini, archivi e depositi per materiali e manufatti nelle barchesse; spazi espositivi, aule didattiche, spazi per attività amministrative nel corpo padronale; sala riunioni, sala video e informatica, biblioteca e spazi ricreativi nelle ali laterali.
L’attività didattica della scuola prevede corsi di restauro del legno, della pietra, del ferro battuto, dell’affresco, dei mobili e la formazione di figure professionali specifiche nel campo del restauro, del rilievo architettonico e della diagnostica non distruttiva. Tutte le attività saranno svolte in collaborazione con istituzioni regionali, nazionali e internazionali.

Cenni storici e descrizione

Missione compiuta

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