Villa Cesarotti Fabris

Fu la dimora di campagna di Melchiorre Cesarotti, letterato, filologo e traduttore padovano vissuto tra il 1730 e il 1808, celebre per la traduzione di Ossian, un poema epico scozzese.
La villa è stata edificata nel Seicento dalla famiglia Cesarotti di Padova. Nel 1871 vi si trasferì l'abate Melchiorre Cesarotti che ne fece il suo rifugio campestre. Adesso l'edificio è lontano dal fiume Bacchiglione, ma all'inizio dell'800 si trovava su una stretta ansa che è stata poi interrata e ridotta a coltura intorno al 1882. La villa fu visitata da importanti poeti e scrittori del tempo tra cui Madame de Stael, l'Alfieri, Ippolito Pindemonte, e forse il Foscolo. All'interno si trovavano le stanze che il letterato aveva chiamato della Filosofia positiva, della Filosofia pratica, della Letteratura. Il Cesarotti provvide anche alla progettazione del parco secondo i canoni inglesi: esso presentava un boschetto funebre con erme e iscrizioni. Il Bacchiglione costituiva un elemento importante di questo meraviglioso "giardino campestre" che fu irrimediabilmente compromesso con il taglio del meandro. All'interno è allestito il Museo Selvaggianesco, collezione di "naturalia" provenienti dalle donazioni di illustri personaggi.

Indirizzo
via Cesarotti, 17/19

Località Selvazzano Dentro (PD)

note: visitabile su richiesta

Mostre ospitate: sede del Museo Selvaggianesco