VILLA DE FABRIS A BEGLIANO

S.Canzian d'Isonzo (Gorizia)

Alcuni atti notarili del XVI secolo documentano la presenza della famiglia Fabris, proprietaria di beni immobili e fondiari, a Begliano. Questa famiglia, presumibilmente, era di origine carnica, più precisamente di Tolmezzo. L’unica testimonianza del XVII secolo pervenutaci è un contratto di locazione stipulato tra il marchese Ottavio e alcuni suoi affittuari. Si pensa che i Fabris già allora abbiano risieduto stabilmente a Begliano, per controllare l’attività agricola sulla loro proprietà. L’atteggiamento di distacco aristocratico assunto dai Fabris nel corso del Settecento, probabilmente per difendere i propri privilegi, ci è noto da una corrispondenza tra gli eredi del marchese Antonio e la magistratura veneziana preposta alla riscossione delle imposte. I marchesi non volevano pagare la quota prevista dal catasto del 1740. Inoltre ci sono noti anche i continui rinvii del pagamento al mercante Nicolò Piai della piazza di Palma, che era il fornitore della famiglia per ciò che riguardava stoffe, vestiti e biancheria. Probabilmente in un momento di crisi economica, i Fabris non tenevano in considerazione gli obblighi verso le altre realtà economiche, ma badavano solo ai propri interessi, mantenendo un tenore di vita di gran lunga superiore rispetto agli abitanti di Begliano, che inoltre vivevano con la continua preoccupazione di indebitarsi con i marchesi o con altri proprietari terrieri.

Alla fine del Settecento i Fabris, incuranti dei propri doveri istituzionali, utilizzano alcune case di Begliano e di Ronchi come magazzini per generi di contrabbando.

Verso la metà dell’Ottocento, la rilevazione catastale austriaca registra la divisione della villa in almeno tre proprietà, anche se appartenenti a vari membri della stessa famiglia, e la presenza di un oratorio privato. Negli anni Ottanta dell’Ottocento un nipote ricompone e restaura la villa.

Dopo aver subito i bombardamenti durante la Prima Guerra Mondiale, l’edificio è stato ricostruito quasi per intero, ricalcando però l’impianto originario. Purtroppo gli arredi e gli archivi familiari sono andati distrutti.

La struttura architettonica della villa attuale presenta un’unica differenza con quella dei secoli precedenti: le due ali laterali, simmetriche, oggi sono leggermente più alte rispetto al corpo centrale di quanto lo erano prima della ristrutturazione successiva al conflitto mondiale e questa modifica è stata ottenuta aumentando l’altezza del sottotetto.

L’edificio presenta una pianta allungata data da un corpo centrale sopraelevato e da due ali laterali; a lato dell’edificio principale, sul retro, vi è un corpo di fabbrica contiguo, più basso, contenente un deposito e l’oratorio privato.

La villa è sviluppata su tre piani, secondo modello veneto.

Appena entrati dall’ampio portale contornato in bugnato, ci troviamo in un atrio a colonne. Al piano terra venivano svolte le pratiche agricole; al piano nobile vi erano le abitazioni e un elegante salone, in corrispondenza dell’asse dell’edificio. Il sottotetto, nelle strutture laterali, prima della guerra era utilizzato come granaio.

Esternamente, possiamo vedere la facciata anteriore caratterizzata da una lunga sequenza di finestre e porte riquadrate in pietra. Al piano nobile le tre finestre centrali sono più allungate verticalmente e sono abbellite da una cornice; il balcone è arricchito da due volute.

La facciata posteriore presenta invece una scala balaustrata a doppia rampa simmetrica, che racchiude l’ingresso all’atrio del piano terra e che conduce direttamente al salone del primo piano. Mentre la facciata posteriore si affaccia su un giardino delimitato da annessi rustici e un muro di cinta, la facciata anteriore è affacciata ad un ampio cortile attraversato da un percorso centrale, con due ippocastani isolati posti simmetricamente ai lati di esso. Un bel portale in pietra, ornato da due statue, conduce direttamente in campagna.

L’oratorio è di epoca successiva.

La villa è tuttora abitata ed è sede di un’azienda agricola. Il piano terra è ancora visitabile ed è utilizzato per l’azienda vitivinicola; inoltre è possibile accedere al salone del primo piano, su richiesta al proprietario. Il resto della villa è utilizzata come abitazione.

E’ possibile vedere anche il giardino e la chiesetta.

villa De Fabris a Begliano