da Fabris
a Fabris
Felicitazioni e divertissement. È il succo
del messaggio inviato dal senatore Mauro Fabris al campione di Roana:
«Egregio Fabris, ho rimandato per tre volte i miei complimenti per
la sua grande impresa olimpica. Lei riceverà molti messaggi di
ammirazione, ma io debbo ringraziarla anche perché ha risolto un
mio, e forse nostro, problema.
Siamo entrambi vicentini e abbiamo lo stesso cognome e sicuramente sarà
capitato anche a lei: il mio è stato spesso storpiato in “Fabbri”
- quello dell’amarena - o in “Fabbris” con la doppia
“b”. Oggi, finalmente, lei ha riscattato anche il nostro cognome
che è tipicamente veneto-friulano e, in particolare, vicentino.
Grazie per le medaglie e grazie anche per aver reso famoso nel mondo un
nostro cognome tipico che, speriamo, d’ora in poi più nessuno
sbaglierà a scrivere.
Da oggi lei sarà una leggenda per lo sport italiano. Il primo italiano
che ha portato sul podio più alto il pattinaggio di velocità
e che ha conquistato ben 3 medaglie nell a stessa Olimpiade. Nessuno prima
c’era riuscito. (...) Del pattinaggio su ghiaccio, considerato uno
sport minore, pochissimi se ne occupano e dunque si capisce che lei non
lo ha praticato per le facili promesse di gloria. Siamo orgogliosi di
lei e sono sicuro che lo sono tutti i vicentini e in particolare i Fabris
del Nordest.
Vivissime felicitazioni, caro Enrico “Fabris”... con una “b”
e la “esse” finale!».
Dal giornale di Vicenza del 24 febbraio 2006 |