Pietro Fabris

Articolo tratto dal Giornale di Vicenza di lunedì 09 luglio 2007 bassano pag. 20


SOCIALE. La Regione riduce i contributi e il presidente dell'Ipab lancia l'allarme sul futuro delle strutture cittadine

Fabris e le case di riposo «Non tagliateci i fondi»
di Lucio Zonta

I responsabili delle due case di riposo di Bassano che fanno capo all'Ipab e delle altri dieci ubicate nei Comuni limitrofi sono in stato d'allarme. Potrebbero infatti perdere, complessivamente, contributi regionali pari ad un milione di euro all'anno.
Ciò accadrà se la Regione Veneto darà seguito in modo concreto ad una decisione deliberata all'inizio del 2007 con la quale si prevede la riduzione dei contributi per gli istituti vicentini per stornare soldi a quelli di altre province.
Nel Vicentino, infatti, secondo i vertici politici veneti, esisterebbero troppe case di riposo rispetto al numero degli anziani, il contrario cioè della situazione esistente in altre province. I fondi tolti a Vicenza servirebbero per riequilibrare il problema anziani.
La vicenda tocca ancora una volta il Bassanese, che si trova nell'occhio del ciclone dopo le polemiche scaturite in seguito alla chiusura del reparto maxillofacciale del San Bassiano e il rischio che corre il reparto di nefrologia per lo stesso motivo. Vivissima preoccupazione è espressa dal sen. Pietro Fabris, presidente dell'Ipab, l'istituzione alla quale fanno capo le case di riposo di Bassano.
«Quasi tutte le strutture per anziani del Bassanese - afferma - si sostengono con le rette pagate dalle famiglie e con i contributi regionali assegnati, tramite l'Ulss, ai non autosufficienti. Questi contributi rappresentano, in sostanza, il corrispettivo per l'assistenza sanitaria prestata agli ospiti. Le quote versate dalla stessa Regione non sono per tutti i non autosufficienti e l'onere della differenza cade sulle case di riposo. Ad una situazione già difficile si aggiunge ora quella paventata dalla recente delibera regionale, che dovrebbe essere attuata, seppure gradualmente, proprio a partire da questo mese». «All'attuazione della delibera regionale - prosegue - si oppongono i responsabili delle case di riposo vicentine, sostenuti dalle prese di posizione della Conferenza dei sindaci, di molti amministratori e politici. Non dev'essere considerato una colpa della provincia di Vicenza il fatto di aver costruito case di riposo. Va invece considerato come una prova di sensibilità verso le persone anziane. La Regione non deve operare tagli, ma sostenere le zone, come il Vicentino, nelle quali necessita un maggior numero di istituti di riposo».
«Il problema degli anziani - aggiunge Fabris - è infatti esplosivo. Le liste d'attesa stanno crescendo a vista d'occhio. Sono oltre 300 le persone che aspettano un posto solo nell'ambito della nostra Uls».
È un altro dato che sottolinea la gravità della situazione nel Bassanese e che sembra in contrapposizione con le decisioni della Regione. Alla luce di tale situazione, insomma, sarebbe auspicabile un ripensamento da parte della Regione ma che margini ci sono in tal senso?
«È possibile - dice Fabris - con l'attuazione di una politica di riequilibrio che non tocchi le posizioni acquisite. Con una migliore ridistribuzione delle risorse, inoltre, ci auguriamo che la Regione possa garantire a tutti i non autosufficienti il contributo sanitario».
Nei due istituti bassanesi i non autosufficienti sono 380 e la Regione versa un contributo per l'assistenza sanitaria per 350 di loro.