i Templari italiani

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Intorno al 1690 era comparso in Francia un movimento a carattere templare che si diceva depositario di antichi sigilli originali del Tempio di cimeli vari appartenuti anche a Giacomo de Molay e di un’antica pergamena da intendersi come Carta di Trasmissione di poteri che portava le firme di tutti i Gran Maestri che si erano succeduti da l’Armenius fino al 1681.

Si arriva così alla Gran Maestranza di Filippo d’Orleans, reggente di Francia, che succedette a Jaques Henrì de Durfort e che indisse la grande adunanza dei Cavalieri Templari di tutta Europa del 1705.

A questa adunanza parteciparono tre Cavalieri Templari italiani dell’area di Parma e Piacenza.

Fra il 1737 ed il 1748 il nobile parmigiano Conte Francesco Ventura, Gran Croce dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio e rappresentante a Venezia e Parigi dell’Infante Don Carlos di Borbone, già Duca di Parma e Piacenza e re di Napoli (poi re di Spagna come Carlo III), venne incaricato da Louis Francois de Bourbon, principe di Conty, Gran Maestro dei Templari francesi, di costituire una Commanderia dell’ “Ordine dei Templari Francesi”, riorganizzato a Versailles l’11 aprile 1705.

Negli archivi dell' O.E.T. - Ordo Equester Templi - esiste una interessante lettera del Conte GiovanBattista Ventura, figlio del Conte Francesco, nella quale si parla di un colloquio avvenuto a Parigi tra il Conte GiovanBattista ed il Duca Louis Hercul Timoleon de Cossè de Brissàc, succeduto al principe di Conty nella Gran Maestranza Templare.

In quel colloquio il Duca di Brissàc ricordava le relazioni amichevoli ed importanti tenute dal Conte Francesco Ventura. Nella lettera il Conte GiovanBattista, espressamente dice:

“Ho avuto occasione di incontrarmi con l’Ecc.mo Duca Luigi di Cossè di Brissàc e di parlare secolui per quelli importanti affari iniziati dal mio defunto e mai abbastanza compianto genitore, il Conte Francesco…il Sig. de Brissàc mi ha precisato che i francesi non trovano difficile si rinnovi quanto già fece regola per lo passato. A questo proposito il Duca mi ha riconfermato nell’Ufficio…a suo avviso poco havvi da sperare dai tempi ed è bene che si ponga mano all’aumento dei Cavalieri e degli Scudieri”.

Il conte GiavanBattista Ventura ebbe la nomina per organizzare il Gran Priorato d’Italia dell’Ordine del Tempio dall’ultimo Gran Maestro regolare, l’eroico Duca di Brissàc, che nella migliore tradizione Templare morì per difendere il re di Francia sommerso dalle torme rivoluzionarie.

Dopo la morte senza successioni del Duca di Brissàc, le acque del Tempio francese si intorbidarono, branche e filiazioni non ortodosse emersero e cominciò il discostarsi dai principi e dalle regole originarie dell’Ordine.

In un’altra lettera datata 14 maggio 1810, diretta al suo Scudiero, tale Sig. Bendarti, il Conte GiovanBattista Ventura dice:

“…notizie giunte da Parigi ci consigliano di starcene in attesa. La questione del Magistero del Tempio non la sarebbe molto ben chiara ed havvi voce che si voglia far torto alla nostra amata Religione Cristiana Cattolica Apostolica e Romana…”

La situazione si fa sempre più complicata ed il Conte GiavanBattista Ventura, giunto al 1815, sente il dovere di mantenersi fermo sugli antichi principi tradizionali sempre più travisati dall’Ordine Templare francese.

Convoca così nello stesso anno il Capitolo Generale d’Italia, dove viene eletto e riconosciuto da tutti Summus Rector, proclamando l’indipendenza del Gran Priorato d’Italia dalle altre sedicenti Gran Maestranze.

Nasce così ufficialmente il 1 marzo 1815, l’Ordine Sovrano dei Cavalieri del Tempio Italiano, Supernus Ordo Equester Templi, ora O.E.T. - Ordo
Equester Templi.

Il Conte GiovanBattista Ventura tiene la reggenza assieme al patrizio veneto e Cavaliere di San Marco Alvise Venier fino al 1816. Morto il Conte GiovanBattista gli succede Alvise Venier dal 1816 al 1827, segue la reggenza del nobile Orazio Anselmi, 1827-1860. Dopo Orazio Anselmi diviene reggente il Marchese Alessandro Vettori, patrizio romano, 1860-1880.

Nel Capitolo Generale tenutosi a Venezia il 13 marzo 1867 da parte dei Cavalieri italiani, venne ribadita la validità e legittimità della successione di GiovanBattista Ventura dalla linea richiamatesi agli statuti di Versailles del 1705.

Venne riproclamata l’indipendenza dell’Ordine da qualsiasi altra formazione sedicente Templare, riorganizzandolo ed apportando ritocchi e qualche modifica agli statuti e regolamenti considerati i nuovi eventi storici e le necessità contingenti, fermi restando in ogni caso i principi originari di base e gli ideali spirituali immutati ed immutabili.

Il Gran Priorato d’Italia, ora sotto il nome di O.E.T. - Ordo Equester Templi, venne diviso in quattro Priorati e dodici Commanderie, cui erano preposti sedici Cavalieri che ne prendevano il predicato e le Armi gentilizie così come era sempre stato nell’antico uso Templare.

Trascriviamo i nomi dei diciannove Cavalieri, alcuni dei quali in rappresentanza di altri Templari, che parciparono al Capitolo Generale del 13 marzo 1867 nella casa del nobil uomo Almoro Francesco Zustinian, patrizio veneto:

1) Marchese Alessandro Vettori, Reggente

2) Marchese Ridolfo Riduzzi de Medici, patrizio fiorentino

3) Marchese Giovanni Malvezzi

4) Conte Giovan Battista Eugenio Ventura, Marchese di Gallinella e di Tizzano

5) Nobile Almoro Francesco Zustinian, patrizio veneto

6) Conte Annibale di Collalto dei Conti di Collalto, Conte del Sacro Romano Impero

7) Conte Giulio Bonarelli, Conte di Castel Bonpiano

8) Marchese Marco Manfredini

9) Barone Francesco Malfatti di Monte Tretto, nobile del Sacro Romano Impero

10) Conte Stefano Francesco Oldi

11) Nobile Antonio Rossi

12) Nobile Pompeo della Rovere

13) Nobile Alessandro Liorsi

14) Nobile Nordio Nordio

15) Nobile Cristoforo Fabris

16) Conte Fabio Gritti, Conte di Zummelle

17) Capitano del Regio Esercito Domenico Pastrelli

18) Nobile Capitano Giovanni Pallesi d’Altamura

19) Capitano del Regio Esercito Giuseppe Maria d’Arrusio

Negli anni successivi, dal 1880 al 1925, si succedono nella reggenza Angelo Duodo, nobile del Sacro Romano Impero (1880-1905); il Marchese Luigi Borselli (1905-1925) e il Marchese Alessandro Vettori (1925-1945), nipote del precedente Marchese Vettori che era stato reggente dal 1860 al 1880.

Nel corso della sua reggenza, nel 1934, fu deciso di far entrare nell’Ordine anche le Dame, nei gradi di Grazia e Giustizia, allo scopo di tramandarlo nel malaugurato caso della scomparsa di tutti i Cavalieri in guerra.

Il 14 settembre 1940, quando la guerra infiammava l’Europa, il reggente Vettori, nell’impossibilità di convocare il Gran Convento dei Cavalieri e degli Scudieri, come sarebbe stato nelle sue intenzioni, riunì a Venezia coloro che gli erano più vicini, in tutto sei lui compreso, che citiamo qui di seguito:

Eques Justitiae ex Val Illiria Conte Vincenzo Cavalli della Torre;

Eques Justitiae ex Val Pezzola Conte Gastone Ventura;

Eques Justitiae ex Val Sile Sottotenente di Vascello Giuseppe Manfroi;

Eques Gratiae Luigi Valfredi;

Armiger Gino Vianello Moro.

In quell’occasione il Reggente ricordò ai Cavalieri di arruolarsi volontari così come era previsto nei giuramenti prestati qualora la Patria entri in guerra.

Ad ognuno dei presenti alla riunione venne consegnata una copia dello statuto con annessa dichiarazione del Reggente ove si stabiliva che finita la guerra i superstiti della riunione avrebbero eletto il nuovo Reggente in caso di morte di quello regnante e mancando la possibilità di elezione per morte di cinque fra i Cavalieri, il superstite avrebbe ereditato la successione con l’obbligo di provvedere ai doveri concernenti il suo incarico.

Riportiamo uno stralcio della dichiarazione del Marchese Vettori del 14 settembre 1940 (giorno dedicato alla Santa Croce):

“Noi Alessandro Vettori di San Marco e Val Dorica, abbiamo affidato le suddette copie ai sotto indicati appartenenti all’Ordine, da noi convocati a Venezia prima di compiere il nostro dovere quali volontari in guerra per la difesa della Patria. Così facciamo allo scopo di assicurare la continuità dell’Ordine stesso in caso di nostra scomparsa…qualora qualcuno di noi non dovesse sopravvivere ci rimettiamo alla Divina Provvidenza nella speranza di aver fatto quanto era in nostro potere per garantire la continuazione dell’Ordine, così come era nostro obbligo e diritto in conseguenza delle solenni promissioni da noi compiute nell’assumerne la Reggenza…”

Fra Alessandro Vettori, come gli antichi Gran Maestri del Tempio, venne ucciso a Bologna nel maggio del 1945.

A guerra finita, dei restanti cinque Cavalieri, due risultarono deceduti, di un altro non si ebbe alcuna notizia, il quarto fu dichiarato disperso in Russia.

L’unico superstite fu il Conte Gastone Ventura, al quale spettava per diritto la Reggenza.

Egli, per motivi che qui non è il caso indagare, solo il 1°dicembre 1964, cioè dopo ventitre anni convocò il Capitolo Generale, dal quale ricevette la conferma della Dignità ereditata ed i più ampi poteri.

Il Conte Gastone Ventura, Vice Ammiraglio di Squadra della Marina Italiana morì il 28 luglio 1981.

L’Ordine italiano ha continuato ad operare in maniera riservata fino ai primi mesi dell’anno 2000, dopo di ché, com’era previsto, ha reso pubbliche tutte le investiture rituali e capitoli, sempre rigorosamente celebrati in chiese cristiane cattoliche con la presenza di sacerdoti cappellani.

Al momento attuale il Priore di Santo Stefano, Eques Justitiae Magna Crucis ex Val Reno Fra Mauro Giorgio Ferretti, con il potente ausilio di decine di Cavalieri, Scudieri e Dame sta cercando di realizzare, attualizzandoli, gli scopi statutari del Supernus Ordo Equester Templi: il tutto al fianco della Chiesa Cristiana Cattolica Apostolica Romana.

Ancora oggi, nel 2005, coloro che sono ricevuti nel Supernus Ordo Equester Templi si impegnano con solenne giuramento e promissione a difendere fino alla morte la fede in Gesù Cristo ed i valori della Tradizione, ad aiutare i deboli ed i bisognosi ed arruolarsi volontari nel caso che la Patria entri in guerra.

Per essere ammesso nell’Ordine, l’aspirante Cavaliere o Dama, deve dare garanzie di ordine morale e religioso, di rispetto delle leggi dello Stato e dei civici doveri, di trasparenza ed integrità di vita allegando un curriculum vitae documentato, l’atto di battesimo, stato di nascita e civile e il certificato penale generale.

I gradi tradizionali sono quelli di sempre:

Novicius, Armiger, Miles ed Eques per gli uomini;

Novicia, Domina Gratiae e Domina Jiustitiae per le donne.

Fra i Cavalieri si determina una fratellanza che annulla le differenze di nascita, di censo e di cultura: tutti i Cavalieri infatti sono “Pares” ed il termine Pares ancora si pronuncia nel momento fondamentale dell’investitura di spada nel rituale dell' O.E.T. - Ordo Equester Templi.

Tratto dal sito www.templarioggi.it

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